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Rosaneti

Si tratta della tenuta più grande della famiglia. Situata tra i comuni di Rocca di Neto e Casabona, rappresenta attualmente il fiore all’occhiello della nostra produzione viticola.

Tenuta

Nei nostri circa 155 ettari di vigneto dell’azienda Rosaneti sono messi a dimora tutti i vitigni che utilizziamo. La tenuta è in effetti caratterizzata da una grande varietà di micro zone ben definite in termini sia di suolo che di microclima. Lo spettro varia da aree più fresche e terreni più sciolti ideali ad esempio per il Sauvignon Blanc a calde ed esposte colline argillose, ideali per il Magliocco. Qui si trova poi la totalità dei nostri uliveti, cioè 80 ettari. La restante parte è composta di macchia mediterranea e querceti. Tappa obbligata delle visite in azienda, guidando i nostri fuoristrada in cime alle colline di Rosaneti si gode della prospettiva perfetta per cogliere al meglio la ricchezza della Calabria: dallo stesso punto si possono infatti osservare il nostro bellissimo mare Jonio e le imponenti montagne della Sila, con le cime spesso innevate. Nel mezzo la miriade di splendidi paesini abbarbicati sui cocuzzoli delle colline.

Nei nostri circa 155 ettari di vigneto dell’azienda Rosaneti sono messi a dimora tutti i vitigni che utilizziamo. La tenuta è in effetti caratterizzata da una grande varietà di micro zone ben definite in termini sia di suolo che di microclima. Lo spettro varia da aree più fresche e terreni più sciolti ideali ad esempio per il Sauvignon Blanc a calde ed esposte colline argillose, ideali per il Magliocco. Qui si trova poi la totalità dei nostri uliveti, cioè 80 ettari. La restante parte è composta di macchia mediterranea e querceti. Tappa obbligata delle visite in azienda, guidando i nostri fuoristrada in cime alle colline di Rosaneti si gode della prospettiva perfetta per cogliere al meglio la ricchezza della Calabria: dallo stesso punto si possono infatti osservare il nostro bellissimo mare Jonio e le imponenti montagne della Sila, con le cime spesso innevate. Nel mezzo la miriade di splendidi paesini abbarbicati sui cocuzzoli delle colline.

Storia

I terreni della tenuta Rosaneti sono stati acquisiti in due tranche: la prima nel 1997 e la seconda nel 2002. L’investimento rappresenta un punto di svolta per la vita aziendale attraverso la creazione di una base produttiva consistente a supporto della crescita di cui l’azienda è stata oggetto negli anni ’80 e ’90. I lavori di preparazione all’impianto e poi di impianto stesso sono stati fatti a partire da un minuzioso lavoro di zonazione e ci hanno impegnato per lunghi anni. Anche e soprattutto su questi vigneti si è poi poggiata la continuità di produzione e la riconoscibilità negli anni dei vini, da sempre valore e obiettivo dell’azienda.

I terreni della tenuta Rosaneti sono stati acquisiti in due tranche: la prima nel 1997 e la seconda nel 2002. L’investimento rappresenta un punto di svolta per la vita aziendale attraverso la creazione di una base produttiva consistente a supporto della crescita di cui l’azienda è stata oggetto negli anni ’80 e ’90. I lavori di preparazione all’impianto e poi di impianto stesso sono stati fatti a partire da un minuzioso lavoro di zonazione e ci hanno impegnato per lunghi anni. Anche e soprattutto su questi vigneti si è poi poggiata la continuità di produzione e la riconoscibilità negli anni dei vini, da sempre valore e obiettivo dell’azienda.

Ricerca

L’acquisizione e la trasformazione dei vigneti di Rosaneti rappresentano la voglia di puntare decisi anche e soprattutto sulle produzioni autoctone. Due le considerazioni fondamentali, la prima: il patrimonio viticolo calabrese è ricchissimo. La seconda: il patrimonio viticolo calabrese è parimenti oscuro dal un punto di vista scientifico viti-enologico. Nasce da queste considerazioni l’esigenza di raccogliere e studiare in modo analitico il germoplasma viticolo calabrese. A Rosaneti vengono quindi messi a dimora la maggior parte dei campi sperimentali dell’azienda, tra gli altri: il giardino varietale con la caratteristica forma a spirale; i primi campi semenzali e quelli di selezione massale e clonale.

L’acquisizione e la trasformazione dei vigneti di Rosaneti rappresentano la voglia di puntare decisi anche e soprattutto sulle produzioni autoctone. Due le considerazioni fondamentali, la prima: il patrimonio viticolo calabrese è ricchissimo. La seconda: il patrimonio viticolo calabrese è parimenti oscuro dal un punto di vista scientifico viti-enologico. Nasce da queste considerazioni l’esigenza di raccogliere e studiare in modo analitico il germoplasma viticolo calabrese. A Rosaneti vengono quindi messi a dimora la maggior parte dei campi sperimentali dell’azienda, tra gli altri: il giardino varietale con la caratteristica forma a spirale; i primi campi semenzali e quelli di selezione massale e clonale.

Museo

Tanti erano gli attrezzi e gli oggetti conservati in tre generazioni nei magazzini di famiglia. Da questa semplice idea e dalla possibilità di concentrarli in un casolare ristrutturato dell’azienda Rosaneti, munito di palmento, nasce l’idea di creare un museo del vino e della vita contadina. Ad arricchire la varietà di reperti esposti hanno contribuito poi non poco altre famiglie locali che hanno dato così nuova vita a preziosissimi oggetti in loro possesso. Visitare il nostro museo è un’esperienza unica sia per chi ha origini contadine, sia per chi ha la possibilità, per la prima volta, di venire a contatto con un mondo sì arcaico, ma di grande ingegno.

Tanti erano gli attrezzi e gli oggetti conservati in tre generazioni nei magazzini di famiglia. Da questa semplice idea e dalla possibilità di concentrarli in un casolare ristrutturato dell’azienda Rosaneti, munito di palmento, nasce l’idea di creare un museo del vino e della vita contadina. Ad arricchire la varietà di reperti esposti hanno contribuito poi non poco altre famiglie locali che hanno dato così nuova vita a preziosissimi oggetti in loro possesso. Visitare il nostro museo è un’esperienza unica sia per chi ha origini contadine, sia per chi ha la possibilità, per la prima volta, di venire a contatto con un mondo sì arcaico, ma di grande ingegno.